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lunedì 2 marzo 2009

Newsletter del 1 marzo 2009 - Immersi nella luce

Favolista Spirituale


La piccola anima e le tre tazze

…Non si diventa quel che sei senza che ogni tua cellula sia stata impregnata dalle acque putride dell’errore, ma non avresti compreso l’errore senza immergerti nelle acque delle mille verità, non si diventa quello che sei senza aver ascoltato le due campane. E tu cara piccola anima non ti saresti mai volontariamente immolata, avevi bisogno di una spinta per crescere. Ma come vedi alla terza tazza ci sei arrivata da sola.

continua…

Ora che la tavola è sgombra, “Apparecchia”

La favola dello spirito nuovo

Fintanto la terra del cuore è adorna di fiaccole, lo sguardo dell’uomo indugerà sulle luci fatue, senza accorgersi che nell’ombra del vivere, vermi oscuri e silenti gli stanno divorando il cuore. Mentre i suoi occhi saranno distratti dai falsi suppellettili, mura di illusioni coperte da tetti di inutili speranze, toglieranno la luce alla sua anima spegnendola per sempre. Ma quando le luci tutte si saranno spente al soffio violento del vento della vera Vita, l’uomo rimarrà nel buio assoluto e tutto il superfluo incomincerà a ferirlo.

Non furono angeli e demoni a combattere per la tua terra, ma fu il tuo occhio vero a liberarsi di tutto quello che gli impediva di muoversi, per poter avanzare incolume sulla tua terra dovesti liberarti del falso.

continua…

AFORISMI

Chi nella vita non “prova”
difficilmente poi si “trova”.

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Nel sogno,
il respiro di un profondo bisogno.

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Il pensiero,
la terra della prima guerra.

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Ad ogni passo
dal cielo cadrà masso,
tu non cederai al fracasso,
occhio fermo avrai al sorpasso.
Ad ogni progresso
lascerai un po’ di te stesso.

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Non è nell’attribuirsi tributi
che la materia del cor muti

Non è nell’apparir immenso,
a un pubblico melenso
che avrai dato alla vita un senso;

La corona di alloro
e per coloro
che avran saputo far del poco,
oro.

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Nella luce s’immerge, solo chi dal suo buio emerge. Fai tua questa legge.

Cleonice Parisi

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giovedì 25 dicembre 2008

Cuore di Patata - Favola

Cuore di Patata

Una patata prese a spingere la terra nella quale era cresciuta, per giungere finalmente alla luce del sole, e le prime parole che ascoltò una volta uscita, furono:

Guarda una patata, friggiamola?

La patata spaventata da quella minaccia, prese a pensare velocemente, gli assassini le erano alle costole, tra poco l’avrebbero presa sbucciata e fritta, e la sua vita sarebbe così finita miseramente, proprio ora che era venuta alla luce:

Ebbene bisognava trovare immediatamente una via d’uscita!!!

Bel verme!

Disse la patata.

Dici a me?

Rispose un verme che camminava per i fatti suoi, un poco distante.

Dove te ne vai solo, soletto?

A dire il vero signora patata, sono un verme viandante, non ho casa, gironzolo ramingo per il mondo.

Se ti avvicini potrei mostrarti una dimora tranquilla, il mio cuore di patata?

Il verme si avvicinò, alla patata senza particolare volontà, e la patata disse:

Ne avresti di mangiare dentro il mio cuore!

Il verme ne fu convinto, e prese a dimorare dentro la patata in pochissimi istanti.

Giunsero gli assassini per prendere la patata, e quando videro che era ammalata da un verme la ributtarono in terra.

E la patata giuliva pensò d’aver così evitata la sua fine, ma presto si rese conto che quel verme che l’aveva temporaneamente salvata, avrebbe decretato la sua fine.

E fu così che decise di liberarsene, prendendo a germogliare rapidamente, e dal suo frutto un grande stelo si innalzò al cielo fiorendo, mentre le radici presero a camminare nella profondità della terra. Quella crescita improvvisa scosse il tranquillo esistere del verme, che ingrassava solitario nel suo cuore di patata, e disturbato dal fracasso, rapidamente se ne andò via:

Patata perdonami avevo accettato il tuo invito, ma tu sei in eterna crescita, sembra di vivere in una casa in ristrutturazione continua, ed io non amo la confusione!

La patata sorrise soddisfatta nel vedere il verme andare via.

Gli assassini tornarono sul luogo dove avrebbero voluto commettere il delitto e restarono fermi e muti dinnanzi ad un miracolo senza eguali:

Ma tu hai visto? Non era una patata?

Disse un assassino all’altro…

Ma cos’è?

E’ un albero da frutto, ed è già in fiore questo albero presto ci darà tantissimi frutti, abbiamo fatto bene a non raccogliere quella che sembrava una patata.

La patata nell’ascoltare gli assassini allora capì, che non era mai stata una patata ma la radice di un grande albero, chiuse gli occhi per un istante e nel riaprirli rinacque in mille occhi, che presero a maturare sul suo albero, un albero che crebbe sempre più alto alzando i suo rami al cielo e affondando le sue lunghe radici in terra.

Ti è piaciuta la favola figlia mia? Vedi questa storia te la racconto oggi, come tanto tempo fa mio padre la raccontò a me, e l’albero in questione è questo!

Disse il padre mostrando un immenso albero alla sua piccola bambina.

Papà ma è un albero altissimo, com’è possibile che abbia creduto anche solo per un attimo d’esser una patata?

Hai ragione ora ti sembrerà impossibile, ma cara nasciamo tutti piccoli nella vita, e per diventare grandi bisogna avere molto amore per se stessi. Non conta se tu sia una patata, una zucca, o un seme di girasole, la vita va amata comunque, qualunque cosa o persona tu sia, sia d’esempio questo grande albero che un giorno ha creduto d’essere una semplice patata, ma ciò nonostante si è amato con tutte le sue forze ed ha combattuto per sopravvivere.

La bimba corse sino al grande albero, ne toccò la dura corteccia depositandovi un tenero bacio, e poi col sorriso rivolgendosi al padre disse:

E’ una patata friggiamola.

lunedì 22 dicembre 2008

Pugni chiusi - I raccontini

Pugni chiusi


Prendimi per mano disse un uomo ad un fiore appena sbocciato nel suo giardino. E il fiore appena nato, nel suo aureo sbadiglio disse:

Io non possiedo mani sono semplicemente un fiore.

Ma l’uomo sordo, perchè preso dai bisogni, continuò nel dire con fervore:

Prendimi per mano!

Il fiore lo guardò compassionevole e disse:

Schiudi quella mano che da troppo tempo chiudi stretta a pugno!

L’uomo colto da un improvviso entusiasmo, aprì il pugno immediatamente, pensando che il fiore avesse accettata la sua insistente preghiera.

Ora avvicina la tua mano schiusa sino a me.

Aggiunse il fiore.

L’uomo avvicinò la mano al fiore, e questo scrollò la sua corolla, lasciando cadere in quella mano mille piccolissimi semini. L’uomo guardò quella leggera polverina depositarsi nel palmo della sua mano, e con sguardo interrogativo rivolse gli occhi al fiore.

Ora sì che puoi stringere di nuovo il pugno!

Disse il fiore con voce maestra.

Vedi nella vita stringerai i pugni solo per difendere qualcosa di prezioso, ma se nelle mani non hai nulla, ricordati di non chiuderle mai, la generosità è il solo decoro dell’uomo e di quei semi che fiorisce il cuore.

Fiore ma io volevo che mi prendessi per mano, cosa me ne faccio di questi semi?

Fa fiorire quei semi nel tuo cuore, solo da quella terra nascerà un fiore in grado di prenderti per mano, niente di quel che è fuori da te ha mani per riscaldarti il cuore.

Raccogli i semi della vita e fa che mettano radice nell’unica terra che produrrà frutto, la terra del tuo cuore.

L’uomo sano ha mani schiuse e cuore fertile, raccoglie e semina alla luce dell’Amore.

martedì 25 novembre 2008

Il Cuore e la Lacrima - I raccontini

Il Cuore e la Lacrima

Ho deciso!

Disse la lacrima al cuore.

Voglio far l’amore con te!

Vuoi fare l’amore con me?

Rispose il cuore impaurito.

Apri la porta cuore e fammi entrare, io non possiedo casa, sono una lacrima di dolore, sola in questo immenso mondo. Accoglimi ti prego!

Il cuore aveva davanti agli occhi quella lacrima di dolore, piccolissima e brillante, ed anche se ne aveva una grande paura se ne innamorò perdutamente, e aprendo la sua porta la fece entrare.

La lacrima trovò calore in quel cuore e il cuore trovò tanto dolore in quella lacrima.

Cuore sento freddo!

Disse la lacrima tremando. E il cuore innamorato decise di riscaldarla. La lacrima iniziò a baciare il cuore e il cuore ad Amare la lacrima.

Insieme presero ad abbracciarsi e ad amarsi, il cuore si accese della luce dell’amore, riscaldandosi come non gli era mai successo. La lacrima di dolore a quel calore prese a sciogliersi sino ad essere completamente bevuta dal cuore. E quando ne fu completamente parte, il cuore e la lacrima ormai tutt’uno presero a palpitare all’unisono.

Cuore!

Disse la lacrima:

L’amore sana! Io ero una lacrima di dolore che viaggiava senza meta, ma il giorno in cui tu mi apristi la tua porta, io trovai il calore di una casa.

Lacrima!

Disse il cuore:

L’amore sana. Io ero un cuore spento e senza luce, e aprendo la mia porta al dolore, accesi il fuoco dell’Amore.

Il cuore e la lacrima ormai insieme presero a palpitare intensamente, insieme erano un solo battito, insieme erano una sola parola, e poi accadde quel che non comprendevano un calore intenso, e il cuore si sciolse come una lacrima in un cuore più grande.

Cosa succede!!!

Gridarono la lacrima e il cuore all’unisono.

E un cuore più grande rispose:

L’Amore Sana!


sabato 1 novembre 2008

Pazienza, Speranza e Amore - I Raccontini

Pazienza, Speranza e Amore



Eccomi sono in cima!

Ben arrivato.

Rispose il cielo ad un uomo che aveva scalato la propria montagna.

Ed ora che vedo dall’alto la vita , a cosa mi servirà?

Non ti basta essere più vicino al cielo?

No non mi basta, i miei passi sono in terra, e tu stesso cielo mi insegnasti a guardare nel mio cuore. Non sarei giunto sino a te se avessi tenuti gli occhi puntati al cielo, il cammino è stato impervio e difficile, per scalare la propria montagna bisogna guardare bene dove mettere “i piedi”.

E tu uomo hai compiuto il tuo cammino con merito!

Disse il cielo e aggiunse:

Facciamo un gioco!

Sono pronto!

Rispose l’uomo.

Io ti darò tre cose!

L’uomo si sedette su un masso e con gli occhi rivolti al cielo e attese. I giorni trascorsero e dal cielo non giunse nulla, ma l’uomo attese con Pazienza, attese con Speranza, attese con Amore.

E poi il cielo parlò:

Ora che possiedi le tre cose che ti avevo promesso, va nel mondo e gioca con la vita, hai tutto ciò che ti occorre per essere felice.

mercoledì 10 settembre 2008

Il Volto Buono

Il Volto Buono

Siamo tutti stelle in cammino nel buio della Vita,
tocca il tuo cuore di luce e si d’esempio,
è questo il cielo dal quale parlerai senza parlare.

***

Le creature della notte si nascondevano alle stelle e al cielo nel manovrare contro la Vita. Ma dall’alto del cielo le basse manovre non ebbero eco, il cielo è una culla che non lascia cadere mai nulla.

E’ una stella? HAHAHHAHAHAH la faremo cadere dal cielo!

Le creature della notte, gelose di una stella decisero di farla cadere in terra e tutte insieme nel darsi la mano incominciarono ad attuare il loro piano. Ma le stelle sono figlie del cielo, e il cielo è una culla che non lascia cadere mai nulla.

Figlia mia!

Disse il cielo alla stella.

Il cielo è alto e nessuna creatura della notte potrebbe raggiungerti. Osserverai chi di male ferisce e chi dello stesso male perisce. Guarda!

E la stella schiuse due grandi e limpidi occhi, dicendo:

E’ troppo buio io non scorgo fattezze, ma odo le loro nefandezze. Hanno preparato una torre alta, per raggiungermi il cuore.

Ma il cielo che aveva la dimensione del tutto, sapeva benissimo che nessuna torre sarebbe stata mai tanto alta da sfiorare una stella. E di nuovo ripeté alla sua stella:

Il cielo è una culla, che non lascia cadere mai nulla.

La stella vide creature strane salire su quella torre e lanciare contro il cielo il loro veleno, ma ogni lancio falliva miseramente cadendo invece nella loro mente.

Cosa accade cielo, li vedo gemere e crollare uno ad uno?

Quel che il cuore produce a se stesso resta, tu generasti amore e colmasti il tuo cuore innalzando la tua natura, ma chi genera odio non raggiungerà alcun podio, l’odio e l’ira funesta cadranno sulla loro stessa testa.

Osservali, sfidano il cielo, come un marinaio sfida il mare, come una foglia la tempesta, non hanno alcuna misura della loro testa.

E la stella:

Osservo e tristemente mi chiedo a che serve stare in questo cielo, non voglio più fare la stella…la luce non aiuta chi ha il cuore nero, chi non ha occhio al proprio sentiero.

La stella si spense un pochino e il cielo si allarmò nel sentirla singhiozzare nel silenzio del proprio cuore.

E fu così che il cielo la prese tra le braccia e la portò con se nella luce del giorno, e della vita le fece conoscere il volto buono. Le luci delle stelle avevano acceso nei cuori una luce sana, costruendo a poco a poco un mondo nel mondo, un mondo di luce.

La stella piangeva per la commozione, in quel mondo colse la luce che da sempre scorgeva nel cuore del vita, ma stavolta non era rinchiusa nello spazio limitato di un cuore, ma era al di fuori nell’aria, si poteva respirare, si poteva toccare, quello era il paradiso.

Allora guardò al cielo dicendo:

Un mondo nel mondo, è meraviglioso! Tra le fauci del buio la luce?

No cara, nel cuore della luce un punto nero, che andremo a colmare, è questa la missione delle stelle. Nel mondo prevale la bontà, il male è solo un punto nero.

La stella ora sapeva che la luce delle stelle stava portando frutto, e che in ogni cuore di luce che dal buio era salito al cielo, ardeva la fiamma dell’amore, e di quella fiamma intensa ed inesauribile che avrebbero bruciato tutti i cuori nell’accendersi alla vita.

Allora andiamo c’è tanto lavoro da fare, dobbiamo colmare il punto nero, ci stai?

Ci sto!

Disse la stella.

Siamo tutti stelle in cammino nel buio della vita, tocca il tuo cuore di luce e si d’esempio è questo il cielo dal quale parlerai senza parlare, e il punto nero verrà colmato.

Il cassetto invisibile

Il cassetto invisibile

“Questo silenzio che senti come vuoto è semplicemente tranquillità. Il passato comunque esso sia fluito, conserva sempre dentro il cuore il sorriso.

Il sorriso vero è invisibile agli occhi della ragione,
ma è impossibile per gli occhi del cuore non scorgerlo.”

***

Sono stanca!

Disse una donna al cielo.

Quella che ascolti non è stanchezza, tu donna non usi gli occhi giusti.

Cielo non puoi capire, dentro di me non sento rumori, c’è tanto silenzio ed è scesa la tristezza. Ho cercato il mio sorriso tra i mille cassetti del mio cuore, e la cassettiera dei ricordi mi ha risposto dicendo:

Non ho mai posseduto un cassetto chiamato sorriso!

La cassettiera dei ricordi non mente, il cassetto del sorriso è un cassetto sconosciuto persino a lei, perché è un cassetto invisibile.

Un cassetto invisibile? Non ne ho mai sentito parlare, se neanche la cassettiera ne conosce l’esistenza, che speranze avrei io di trovarlo?

Disse la donna piena di amarezza.

In effetti non è difficile trovarlo, torna alla cassettiera e cercalo con maggiore attenzione.

Rispose il cielo con determinazione.

Con passi stanchi, se non stanchissimi la donna si avvicinò alla cassettiera, osservandola in ogni suo particolare, con un attenzione talmente minuziosa che ben presto gli occhi le incominciarono a fare male.

Stanca e dolorante, li chiuse per un istante, accovacciandosi con le spalle poggiate al cassettone, e mentre tentava di ritrovare decoro e forza, sentì provenire dalla cassettiera delle risate piene di gioia.

Si rialzò di scatto e prese ad aprire cassetto dopo cassetto, seguendo quelle risate. Aprì il cassetto dell’infanzia e vide fette biscottate con la marmellata, un candido grembiulino e tanti fiocchi colorati per i capelli e fu lieta d’aver ritrovato quei ricordi, aprì poi il cassetto della fanciullezza e vide prati di papaveri, il primo bacio e tanti speranze ed il ricordo le carezzò una guancia, ma del sorriso non c’era traccia, aprì il cassetto della famiglia, e vide una tavola imbandita, il papà, la mamma, i suoi fratelli, il calore di una casa e fu lei stavolta a carezzarne il ricordo, aprì tutti i cassetti della cassettiera uno dopo l’altro senza sosta, ma non trovò il sorriso che cercava, eppure lo sentiva nitidamente provenire da ogni fessura di quella vecchia cassettiera.

Ma dov’era!

Ed improvvisamente capì, che il sorriso che da sempre cercava, non era nascosto in un singolo cassetto, il suo sorriso era nell’intera cassettiera dei ricordi era il suo spirito, che nutritosi dei ricordi del cuore aveva generato amore.

Cos’altro è l’Amore se non il sorriso del cuore.

Era quello il cassetto invisibile che la cassettiera non sapeva di possedere.

La donna tornò indietro era piena di emozione, ma quel silenzio interiore non accennava a svanire, e di nuovo disse al cielo:

Sono stanca!

Questo silenzio che senti come vuoto è semplicemente tranquillità. Il passato comunque esso sia fluito, conserva sempre dentro il cuore il sorriso. Ma il sorriso vero è invisibile agli occhi della ragione, ma è impossibile per gli occhi del cuore non scorgerlo.

Tu guardavi al passato con tanta stanchezza, perché non avevi cercato il sorriso con gli occhi del cuore, avevi cercato il sorriso con gli occhi della mente e delusa per non averlo trovato, proiettavi nel presente il tuo malanimo, ma oggi che sai che il sorriso quello del cuore, pervade completamente lo spirito dei tuoi ricordi, ed ora guarderai al presente alla luce di questa nuova conquista.

Non dubitare mai della vita, ogni momento, ogni ora, ogni giorno, nessun tempo è tempo perduto, tutto nella cassettiera dei ricordi è sorriso, e se cercherai con gli occhi del cuore troverai la luce per accendere il tuo presente.

La donna aveva acceso una nuova luce nel suo cuore, e i ricordi non le parvero più un peso da trascinare nel presente, perché ora aveva trovato il suo sorriso anche in quel tempo che le era parso vano ed inconsistente.

Ogni momento nel cassetto dei ricordi ha nel cuore il tuo sorriso.

Ricordalo disse il cielo.

lunedì 8 settembre 2008

Misura il Cuore

Misura il Cuore


Con l’altrui “piccolezza”
misurerai la tua “altezza”.

Del tuo cuore
misurerai l’ampiezza
e constaterai pienezza
solo nello scorger bassezza.

Il confronto è quel faro
che alla tua nave darà il varo.

Osserverai per Osservati;
Misurerai per poi Misurarti;

L’uomo buono
ha occhi per il mondo
ma troppo spesso
non ha occhi per il proprio cuore.

E quando della tua “altezza”
ne avrai “certezza”
farai di quella bellezza
carezza.

Amati e Ama la Vita
Vinceremo questa Partita

sabato 30 agosto 2008

Le ore del cuore

Le ore del cuore

Le ore del cuore
non contano i minuti,
non sommano gli istanti,
ma della vita raccolgon
solo i diamanti.

Le ore del cuore,
son sacchetti preziosi,
colmi di fiori odorosi,
di momenti sereni
e di sorrisi pieni;

Le ore del cuore,
racchiudon della vita
la sua essenza infinita.

Conserva le ore del cuore
nello scrigno prezioso del tuo esistere,
e quando il viaggio sul finire sarà
quelle ore non conosceranno età.

mercoledì 20 agosto 2008

Le Mille Bocche

Le Mille Bocche

“La Vita è una madre che sana e che immensamente ti Ama”


Ho fame!!!

Disse un piccolo cuore alla Vita.

E la Vita che aveva mani vaste, mostrò al cuore le sue immense distese di terra dicendo:

Serviti figlio mio!

Il piccolo cuore guardò quel che la Vita aveva da offrirgli e per un istante si perse nel solo guardare, tanto erano abbaglianti quelle luci.

Ma…è troppo, è tanto, mi sono già perso nel solo guardare, pensa ad immergermi completamente, mostrami la strada per giungere alla mia mensa, fa che non mi perda in questa immensità.

La Vita sorrise, celando però un profondo dolore e disse:

Piccolo cuore, la Vita è una madre che sana e che immensamente ti ama. Cammina con fiducia nella Vita e ricorda, anche quando non comprenderai le ragioni che la muovono, che la Vita è una madre che sana e che immensamente ti ama.

Il piccolo cuore, non era in verità convinto delle parole delle Vita, ma cosa poteva fare se non camminare, aveva fame, una fame che apriva ogni istante altre nuove bocche…che non sapeva neppure di possedere.

Ma quante bocche ha un cuore, a me sembra quasi d’essere una sola e immensa bocca! HO FAMEEEEE!!!!

Urlò con tutte le sue forze, mentre procedeva.

MADREEEEEE, MADREEEEE HO FAME ABBI PIETA’ DI ME.

Il piccolo cuore aveva una fame incontenibile ed ormai da una sola bocca che gridava, gliene si erano aperte altre mille. E il cuore avvilito disse:

Non potrò mai sfamarle tutte! Vita accorri in mio soccorso.

Ma la vita stavolta non era li a rispondere alle sue domande, e il piccolo cuore si trovò ad affrontare la fame da solo. Cercando cibo sotto ogni sasso, tra le mani di ogni cuore, nei cieli, in terra ed in ogni luogo, ma quelle bocche divenivano sempre più avide ed esigenti, non si accontentavano mai di niente, e allora deluso e colto da profonda disperazione disse tra se, che la vita aveva torto, e che l’intero vivere era solo un gioco contorto.

Cosa cerchi!!!

Una voce lo redarguì:

Cerco cibo per le mie mille bocche, hai tu da sfamarmi?

No!

Rispose la voce.

Allora fatti da parte, cercherò cibo per le mie fameliche bocche dove ora non importa, a costo di toglierlo agli altri.

Ormai il piccolo cuore era divenuto cattivo ed impietoso e la voce divenne gelida sentenza:

Cuore non sbagliare non sei qui per far del male ma per trovarti, cerca attraverso la tua fame, la strada per la tua mensa e dimostra pazienza, non togliere agli altri decreteresti la tua sentenza. Ripeto dimostra pazienza.

Voce stupida, fatti da parte, la Vita mi ha data questa possibilità ed io ora la userò, non vedi quante pecore inerti, del loro sangue io mi nutrirò.

Il cuore famelico ed incattivito, non accettò della voce l’invito e ovunque andò agli altri sottrasse, sottrasse sorrisi, sottrasse consapevolezza, sottrasse pace, per lui era facile trovare altri cuori in cammino affiancarli e nel suo procedere sfiancarli, nell’accrescere il suo enorme ego schiacciava quello degli altri.

Ma quella non era la strada giusta, alla fine così facendo aveva decretato la sua dolorosa fine. Nell’alimentare a dismisura il proprio ego, non aveva fatto altro che seminare nuove ed ancora più fameliche bocche, che brevemente fiorirono per divorare la sua anima.

Il suo cammino era finito e la Vita giunse a raccoglierne i resti.

Piccolo cuore che devastante cammino hai avuto, non fosti al tuo cuore vicino, e frenasti degli altri il cammino, che misero destino.

Il piccolo cuore stretto all’ultimo respiro di una vita che tramonta nella notte più fonda, disse:

Che ne sarà di me!

E la voce:

La vita è una madre che sana e che immensamente ti ama, tu sei energia e come tale tornerai alla fonte, nuovi cuori nasceranno per lasciare alla vita impronte.

Tu un giorno mi chiedesti la strada da percorrere, nel vedere l’immensità che la Vita aveva da offrirti perché ti sentivi perso, volevi una traccia da seguire, ed ogni cuore che viene alla Vita io spero lasci quella traccia.

Ma è finalmente giunto il tempo, molte menti, molti cuori stanno completando con onore il loro cammino, anche loro hanno penato il logorio delle mille bocche, ma colmandole d’Amore ne hanno saziato la fame, senza cadere nell’inganno in cui invece sei caduto tu, sono loro che tracceranno la strada, per chi come te si affaccia alla vita.

“La Vita è una madre che sana e che immensamente ti ama.”